L’italiano di Sebastiano Vassalli: Trama, Recensione e Livello di Italiano

15 Giugno 2025
L’italiano di Sebastiano Vassalli abbraccia due secoli di storia per riflettere sul carattere degli italiani. Scopri la sua struttura, il suo stile e il livello consigliato.
Copertina de L'italiano di Sebastiano Vassalli

L’italiano di Sebastiano Vassalli, pubblicato nel 2007, abbraccia circa due secoli di storia per tentare di rispondere a una domanda complessa: Cosa significa essere italiani?

Non è né un romanzo con una trama lineare né un saggio storico tradizionale. Vassalli costruisce un mosaico di persone reali, situazioni storiche ed elementi narrativi parzialmente inventati.

Attraverso queste storie, l’autore osserva alcune caratteristiche che considera ricorrenti nella società italiana: individualismo, opportunismo, adattabilità, narcisismo, sfiducia nelle istituzioni e tendenza a evitare le responsabilità.

Grazie alla sua combinazione di letteratura, storia e ironia, può essere una lettura molto interessante per studenti di livello B2 o C1 che desiderano approfondire la cultura italiana e confrontarsi con un testo diverso dal romanzo convenzionale.

Di cosa parla L’italiano di Sebastiano Vassalli?

Il libro è composto da una serie di ritratti dedicati a personaggi vissuti in diversi periodi della storia italiana.

Vassalli non tenta di ricostruire l’intera vita di ciascun personaggio. Seleziona un episodio specifico e lo utilizza per illustrare le sue contraddizioni, le sue paure e il suo rapporto con il potere, la società o la storia.

Tra i protagonisti figurano Ludovico Manin, ultimo Doge di Venezia; Francesco Crispi, una delle figure politiche più importanti dell’Italia unita; Emanuele Notarbartolo, considerato una delle prime grandi vittime della mafia; e la scrittrice Sibilla Aleramo.

Compaiono anche personaggi meno noti, come un soldato che canta al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, un funzionario pubblico capace di adattarsi sia al fascismo che all’antifascismo, e due giovani rivoluzionari che si confrontano verbalmente con Palmiro Togliatti.

Sebbene alcuni personaggi appartengano alla politica o alla cultura italiana, Vassalli non li presenta come eroi. Li osserva nei momenti di debolezza, paura, opportunismo o contraddizione.

Come è strutturato il libro?

L’italiano è composto da tredici parti.

La prima, Chi, io?, funge da introduzione. Seguono undici ritratti:

  • Il Doge
  • Il Sacerdote
  • Il Commendatore
  • Il Padre della Patria
  • Il Tenore
  • Il Dissidente
  • Il Transformista
  • Il Carabiniere
  • La Femminista
  • I Due Rivoluzionari
  • Signor B.

L’ultima parte, Sì, tu, funge da conclusione e restituisce al lettore la domanda posta all’inizio.

I racconti seguono un ordine approssimativamente cronologico. Il viaggio inizia alla fine del XVIII secolo, attraversa l’Unità d’Italia, le guerre mondiali, il fascismo e la Repubblica, per arrivare all’Italia contemporanea.

Questa struttura permette una lettura graduale del libro. Ogni capitolo può essere compreso come una storia relativamente indipendente, sebbene tutti contribuiscano a costruire il ritratto collettivo proposto da Vassalli.

Figure storiche come esseri umani

Uno degli aspetti più interessanti del libro è il modo in cui Vassalli riduce la distanza tra le figure storiche e il lettore.

Invece di presentarle esclusivamente attraverso le loro cariche e azioni pubbliche, le colloca in situazioni intime. Le vediamo anziane, spaventate, malate, arrabbiate o intente a giustificare le proprie decisioni.

Francesco Crispi, ad esempio, appare alla fine della sua vita mentre ricostruisce mentalmente il suo passato e cerca di assolversi dai suoi errori. Ludovico Manin deve convivere con l’accusa di aver tradito Venezia. Sibilla Aleramo si confronta con le conseguenze personali della sua indipendenza.

Questa prospettiva ci ricorda che la storia non è fatta solo di date, leggi ed eventi. È composta anche di esseri umani che prendono decisioni condizionate dalle loro ambizioni, insicurezze e contraddizioni.

Quale immagine degli italiani presenta Vassalli?

Il ritratto offerto dal libro non è particolarmente lusinghiero.

Vassalli descrive una società in cui molti cercano di adattarsi a qualsiasi situazione senza assumersi chiaramente le proprie responsabilità. L’italiano ritratto in queste pagine cambia posizione quando le circostanze lo richiedono e di solito considera gli altri i colpevoli.

Transformismo

Uno dei temi centrali è il transformismo, ovvero la capacità di modificare le proprie idee o alleanze per mantenere il potere e sopravvivere politicamente.

L’esempio più lampante è Saverio Polito, un membro della polizia fascista che, dopo la caduta del regime, riesce a reinventarsi come antifascista e a proseguire la sua carriera all’interno delle istituzioni democratiche.

La difficoltà di assumersi la responsabilità

La difficoltà di assumersi la responsabilità

In diverse storie, i personaggi trovano un modo per giustificare le proprie decisioni. Si considerano vittime delle circostanze, della politica o degli errori altrui.

La domanda che attraversa tutto il libro potrebbe essere riassunta così: quando arriva il momento di rispondere delle nostre azioni, riconosciamo la nostra responsabilità o reagiamo come se l’accusa non ci riguardasse?

Individualismo e vita collettiva

Un altro aspetto importante è la differenza tra essere socievoli e possedere un vero senso di comunità.

I personaggi possono essere simpatici, pieni di risorse e adattabili, ma mostrano anche una profonda sfiducia nelle istituzioni e nelle regole comuni.

Questa contraddizione permette a Vassalli di riflettere su una società in cui l’ingegno individuale può diventare al contempo una virtù e un modo per eludere le responsabilità collettive.

Il signor B. e l’Italia contemporanea

L’ultimo ritratto è dedicato al signor B., un evidente riferimento a Silvio Berlusconi.

Vassalli non lo presenta come un’anomalia improvvisa, ma come la più evidente espressione di caratteristiche già presenti nella storia del Paese: narcisismo, desiderio di visibilità, individualismo, capacità di seduzione e una progressiva fusione tra interessi privati ​​e vita pubblica.

Il personaggio funge quindi da culmine del percorso storico. Dopo aver osservato politici, rivoluzionari, figure militari e scrittori di epoche diverse, il lettore incontra una figura contemporanea che incarna ed esagera molti dei tratti descritti in precedenza.

Questo capitolo chiarisce anche che l’obiettivo del libro non è semplicemente criticare determinate figure. Vassalli vuole che il lettore si interroghi sulla misura in cui queste caratteristiche siano presenti nella società nel suo complesso.

Cosa funziona e cosa trovo meno convincente

Uno dei punti di forza del libro è la sua capacità di combinare informazioni storiche e narrazione. Vassalli trasforma figure che potrebbero sembrare distanti in personaggi umani e con cui è facile identificarsi.

Anche la struttura episodica funziona bene. Il lettore non ha bisogno di seguire una trama lunga e può fare una pausa dopo ogni capitolo per approfondire il contesto storico o riflettere sul personaggio.

L’ironia impedisce al libro di diventare un saggio denso, ma non ne elimina il tono critico. Molte situazioni risultano allo stesso tempo divertenti e agrodolci.

Tuttavia, il libro richiede una certa conoscenza della storia italiana. Vassalli non sempre spiega nel dettaglio chi siano i personaggi o quali fossero le circostanze politiche in cui si svolgevano le vicende. Se il lettore non ha familiarità con Crispi, Togliatti, Aleramo o Notarbartolo, probabilmente dovrà cercare ulteriori informazioni.

Inoltre, alcuni racconti riutilizzano o rielaborano personaggi e frammenti già apparsi in altre opere dell’autore. Pertanto, il volume può dare l’impressione di essere un’antologia di temi e personaggi preesistenti piuttosto che un’opera completamente indipendente.

Infine, l’idea di identificare un unico “personaggio italiano” è discutibile. L’Italia presenta significative differenze regionali, sociali e generazionali, e non tutti i comportamenti descritti da Vassalli sono esclusivamente italiani.

Proprio per questo motivo, il libro funziona meglio se letto come una provocazione piuttosto che come una definizione scientifica dell’identità nazionale.

Lo stile e il registro de L’italiano

Vassalli utilizza una prosa chiara, precisa e generalmente scorrevole. Alterna narrazione, ricostruzione storica, riflessione e dialogo.

I capitoli contengono brani descrittivi in ​​un registro relativamente formale, ma anche conversazioni ed espressioni più vicine all’italiano parlato.

Dal punto di vista grammaticale, il lettore troverà:

  • Diversi tempi passati.
  • Uso frequente del passato remoto.
  • Forma passiva.
  • Frasi ipotetiche.
  • Pronomi diretti, indiretti e composti.
  • Uso delle particelle ci e ne.
  • Congiunzioni tipiche della narrazione e dell’argomentazione.
  • Vocabolario storico, politico e sociale.

La difficoltà principale non risiede sempre nella grammatica. L’ironia, i riferimenti storici e i giudizi impliciti del narratore costringono il lettore a interpretare il testo al di là del suo significato letterale. 078 Quale livello di italiano è necessario per leggerlo? 079 Consiglierei L’italiano a studenti con un solido livello B2 o C1. 080 Uno studente di livello B2 può seguire la maggior parte delle storie, soprattutto se è disposto a fare ricerche sui personaggi e sugli eventi menzionati. 081 Per cogliere appieno l’ironia, i riferimenti politici e le riflessioni sull’identità italiana, un livello C1 è più appropriato. 082 Le principali difficoltà sono: 083 Il vocabolario storico e politico. 084 L’uso del passato remoto. 085 I cambi di registro.

Quale livello di italiano è necessario per leggerlo?

Consiglierei L’italiano a studenti con un solido livello B2 o C1.

Uno studente di livello B2 può seguire la maggior parte delle storie, soprattutto se disposto a fare ricerche sui personaggi e sugli eventi menzionati.

Per comprendere appieno l’ironia, i riferimenti politici e le riflessioni sull’identità italiana, è più appropriato un livello C1.

Le difficoltà principali sono:

  • Il vocabolario storico e politico.
  • L’uso del passato remoto.
  • I cambi di registro.
  • I riferimenti culturali impliciti.
  • L’ironia del narratore.
  • La mancanza di spiegazioni dettagliate su alcuni personaggi.
  • Le frasi lunghe presenti in alcuni passaggi riflessivi.

La struttura a racconti indipendenti, tuttavia, permette una lettura lenta e permette di affrontare un capitolo alla volta.

Perché è utile per imparare l’italiano?

Permette di conoscere la storia italiana.

Il libro tratta eventi chiave degli ultimi due secoli: la fine della Repubblica di Venezia, l’Unità d’Italia, le guerre mondiali, il fascismo, la Resistenza, la Repubblica e la politica contemporanea.

Non sostituisce un libro di testo di storia, ma può stimolare la curiosità e aiutare a collegare personaggi, eventi e periodi storici.

Aiuta a comprendere l’ironia

Vassalli raramente presenta le sue opinioni in modo completamente diretto. Descrive situazioni e personaggi, lasciando al lettore il compito di riconoscerne le contraddizioni.

Questa lettura è utile per imparare a distinguere tra il significato letterale di una frase e il messaggio che l’autore intende trasmettere.

Amplia il vocabolario politico e sociale.

Il testo contiene parole relative a istituzioni, guerra, potere, responsabilità, opportunismo e identità collettiva.

Questo vocabolario può essere particolarmente utile per gli studenti di livello avanzato che desiderano discutere di storia, politica o società italiana.

Permette di confrontare diversi registri linguistici.

Un singolo capitolo può contenere ricostruzioni storiche, riflessioni del narratore e dialoghi più colloquiali.

Questa varietà aiuta a osservare come l’italiano cambi a seconda del contesto comunicativo e del tipo di testo.

Come leggere l’italiano per migliorare il proprio livello

Per trarre il massimo dalla lettura, puoi seguire questo metodo:

  • Leggi un capitolo completo senza cercare il significato di tutte le parole sconosciute.
  • Identifica il personaggio storico e il periodo in cui visse.
  • Trova una breve spiegazione del contesto storico.
  • Prendi nota di eventuali termini politici, sociali o storici ricorrenti.
  • Individua i passaggi in cui il narratore usa l’ironia.
  • Riassumi ogni storia in quattro o cinque frasi.
  • Spiega quale caratteristica dell'”italiano” rappresenta ciascun personaggio.
  • Decidi se sei d’accordo con l’interpretazione di Vassalli.
  • Confronta due personaggi di epoche diverse.
  • Scrivi una breve riflessione sull’esistenza, nel tuo paese, dei comportamenti descritti.

Quest’ultimo esercizio trasforma la lettura in un’attività di scrittura, impedendo che il libro si riduca a una mera successione di nomi ed eventi storici.

Vale la pena leggere L’italiano?

Sì, soprattutto se sei interessato alla storia, alla politica e all’identità italiana.

Non è la scelta migliore per chi cerca un romanzo con una trama continua o una lettura puramente emotiva. Non è nemmeno un libro facile per studenti di livello intermedio-basso, poiché presuppone conoscenze culturali che un lettore straniero potrebbe non possedere.

Tuttavia, la sua struttura frammentaria, la varietà dei personaggi e il tono ironico lo rendono una lettura stimolante per studenti di livello avanzato.

Invece di offrire una risposta definitiva su come siano gli italiani, Vassalli pone una domanda scomoda: quanto di questi personaggi è presente nella società italiana contemporanea e in ciascuno dei suoi lettori?

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