‘L’ultima settimana di settembre’ è un romanzo dello scrittore genovese Lorenzo Licalzi pubblicato nel 2015. Racconta la straordinaria relazione tra un nonno ottantenne e il suo nipotino di 15 anni, che si sviluppa in un viaggio in macchina da Genova a Roma, fatto durante l’ultima settimana del mese di settembre.
Struttura
Il libro è organizzato in 22 capitoli, in cui la voce narrante è il nonno, e un epilogo scritto dal nipote, sette anni dopo gli eventi raccontati. La narrazione segue quindi l’ordine cronologico, e le digressioni sono presentate attraverso i dialoghi dei personaggi, che ricordano le loro esperienze passate. Ogni capitolo ha una lunghezza di 10, 15 pagine al massimo, per un totale di 300 pagine.
Contenuto
Ormai ottantenne e stanco di vivere, lo scrittore Pietro Rinaldi ha deciso di suicidarsi. Redatta una lettera d’addio – piuttosto sarcastica e al vetriolo – in cui spiega le ragioni per le quali vuole andarsene dal mondo, prepara le pillole ma… viene interrotto dalla figlia, che gli chiede di occuparsi per qualche giorno del nipote 15enne, Diego, che conosce appena. Si dovrebbe trattare soltanto di alcuni giorni, ma la loro convivenza è appena iniziata, perché i genitori del ragazzino muoiono tragicamente in un incidente stradale.
Avendo deciso di affidare il nipote alle cure di uno zio che vive a Roma, i due intraprendono un viaggio in auto, della durata di quasi una settimana, che li porterà dalla costa ligure fino al porto di Ostia, e permetterà loro di vivere esperienze inaspettate ma molto edificanti. Trascorreranno una giornata nella casa dove passavano, molti anni prima, le vacanze estive, usciranno in barca con un amico di vecchia data per una battuta di pesca, saranno accolti in una casa di campagna in una rimpatriata di ex compagni di scuola, fino ad arrivare a Roma, dove incontreranno lo zio, tanto ricco quanto sconosciuto.
Ma è proprio nei momenti del distacco che Pietro si rende conto del grande errore che sta per fare, lasciando Diego in una famiglia che non è la sua, e perdendo l’occasione di vivere i suoi ultimi anni con l’unica persona che gli rimane al mondo, appunto, suo nipote.
‘L’ultima settimana di settembre’ è un viaggio in macchina di una settimana che è capace di cambiare due vite, di farle incontrare e trasformarle definitivamente, mettendo a nudo le debolezze e le paure di persone lontane nel tempo ma vicinissime nello spazio, e dimostrando al lettore come il legame affettivo tra un nonno e un nipote può superare tutti i problemi, anche i più insormontabili.
È necessario chiarire che, dal mio punto di vista, la trama manca in certi punti di coerenza, dato che alcune reazioni e comportamenti dei protagonisti sono poco realistiche: il nipote sembra quasi indifferente alla morte dei genitori, all’abbandono della sua vita a Genova e al trasferimento a casa di uno zio sconosciuto a Roma; il nonno, dopo un’intera vecchiaia passata a ignorare totalmente la figlia e la sua famiglia, diventa un’altra persona dopo una sola settimana di viaggio col nipote; lo stesso zio, senza conoscere Pietro, decide di adottare il nipotino solo per il suo amore adolescenziale per la figlia di Pietro (e madre di Diego), della quale sembra essere ancora profondamente innamorato.
Stile e registro
In questo romanzo l’autore usa un linguaggio tipico dell’oralità, tanto che potrebbe perfettamente sembrare un monologo orale, più che un romanzo scritto. Il registro è informale, si usano molte espressioni e parole colloquiali (per esempio: piove che Dio la manda, andare a letto con le galline, lanciare una frecciatina), a volte parolacce (tra cui ‘stare sul cazzo’, ‘chissenefrega’, o ‘vaffanculo’) e in alcuni casi anche frasi del dialetto ligure. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi sono minime ed essenziali.
Interesse didattico
‘L’ultima settimana di settembre’ è un’ottima proposta per un apprendente di livello elementare e intermedio di italiano, dato che la lingua usata è semplice, non sono presenti molte strutture subordinate e mancano quasi completamente termini tecnici o di registro elevato. Altro aspetto rilevante è il registro informale del romanzo, che permette un contatto diretto con l’italiano colloquiale e orale, e delle sue strutture meno note agli apprendenti che non stanno imparando la lingua in Italia.
Un ultimo punto di interesse è l’ambientazione del libro: le zone della costa della Liguria descritte sono reali, e permettono al lettore di avvicinarsi a questi paesaggi e di conoscere, pur indirettamente, parti d’Italia meno famose all’estero.
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